martedì 20 maggio 2008

"Perché difendere Travaglio a spada tratta?"

"Perché difendere Travaglio a spada tratta?"

Io non riesco sinceramente a darmi una risposta e temo che questa domanda molti non se la siano nemmeno posta. Ho rivisto un paio di volte gli interventi di Travaglio sia a "Che tempo che fa" sia ad "Annozero" con Castelli ed entrambe le volte sono rimasto abbastanza basito. Faccio un esempio pratico. A "Che tempo che fa" Travaglio ha attaccato Schifani sulla base delle sue amicizie mafiose definendolo addirittura "peggiore della muffa poiché da essa si ricava la penicillina". Forse io sono cresciuto con un'idea distorta del giornalismo, ma trovo sinceramente sbagliati certi termini che Travaglio ha usato per esprimere la sua opinione. Perchè di opinione si tratta. Ora io non sono nessuno per permettermi di insegnare a qualcuno, soprattutto ad un professionista come Travaglio , a fare il proprio lavoro. Tuttavia se vogliamo criticare un determinato personaggio assicuriamoci di esporre in maniera completa i fatti e di dosare comunque le proprie esternazioni. Il fatto che Schifani abbia avuto amicizie mafiose non implica che egli stesso sia un mafioso. Non ci sono le basi per portare una critica con quei toni ad un personaggio che attualmente ricopre la seconda carica dello Stato. Senza contare che Travaglio a "Che tempo che fa" non ha espresso in maniera chiara i fatti ma ha semplicemente parlato di passati rapporti con gente sospettata mafiosa. Per me questo non è un segnale di buona informazione.

Vogliamo davvero un'informazione pulita? Allora assicuriamoci che le notizie siano riportate in maniera chiara e al di sopra di errori più o meno grossolani. Perché se è vero che in Italia c'è la libertà di espressione e di parola, è anche vero che il lavoro di un giornalista è quello di riportare i fatti nella maniera più chiara possibile.

Detto questo ho sempre avuto rispetto per Marco Travaglio. Tuttavia non sono così d'accordo sulla fiducia incondizionata al suo operato che mi pare sia emersa più volte da personaggi importanti come Antonio di Pietro o Beppe Grillo. Va bene criticare e smascherare gli imbrogli della nostra società ma bisogna attenti a non allargarci troppo perchè il sistema dell'informazione italiana gioca già a nostro sfavore senza che andiamo a fregarci da soli rischiando querele o peggio.

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